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Storia del Santuario |
S.
Sofia a Poderia (da quando?)
Mancano
notizie di affidamento sicuro e si è costretti a ripetere il noto detto: «le
origini si perdono nella notte dei tempi».
Con
ciò ci si rassegna, ma resta sempre l'interrogativo e la curiosità dei fedeli
di Poderia di saperne di più resta sempre un mistero. Chi la fece conoscere?..
Chi ne parlò per primo?.. Quando fu eretta la prima cappellina?
Anche
se non si conosce una data precisa, alcune circostanze possono venire a noi in
aiuto.
Poiché
si è certi della presenza dei Bulgari alle falde del monte Bulgheria e nella
valle del Mingardo (come anzi detto), come pure è certa la venuta dei monaci, intorno
al mille, prima quelli italo-greci o Basiliani, poi i Benedettini, fondatori
di cenobi, monasteri e asceteri, alle falde del monte Bulgheria e nelle colline
vicine, nulla vieta di pensare che siano stati essi a parlare di S. Sofia
martire con le tre figlie Fede, Speranza e Carità. Gli stessi Bulgari,
convertiti alla fede cristiana nel IX secolo, ne poterono far cenno. Se le cose
sono andate così, si potrebbe pervenire al mille.
I
documenti, anche i più antichi, conservati nell’Archivio della Diocesi di
Teggiano-Policastro, non vanno al di là del 1500, nei quali si fa menzione di
una cappellina in Poderia, dedicata a S. Sofia, la più modesta di tutte le
cappelle della Diocesi.
Ci
si deve accontentare di queste scarse notizie e supposizioni, non avendone altre
più remote e più certe.
Fu
costruita nel Fondo Pantrato una cappella (ancora esistente, ma non più
destinata a funzioni religiose) dove veniva venerata la santa, vestita da
monaca.
Detta
cappella fu prolungata di 5 metri a cura del parroco don Cristofaro Caputo. La
prolunga nel 1927 si dovette abbattere per le gravi lesioni verificatesi tra la
vecchia e la nuova costruzione.
Distrutta
la tela dal tempo, anche perché dipinta a colla, verso il 1820, il canonico don
Antonio del Duca di v. m. acquistò a Napoli, per 120 ducati, la bella statua in
legno, ancora oggi venerata.
La
scultura è artistica ed assai espressiva, rappresentante S. Sofia con davanti
le tre figlie.
Il
primo procuratore fu don Matteo Guida fu Notar Antonio. Egli, a costo di mille
sacrifici, ne diffuse per molti paesi largamente il culto.
La
vecchia cappella non poteva, però, contenere il numero, sempre crescente dei
pellegrini, per cui il giovane parroco don Matteo Guida ritenne necessaria la
costruzione, nella stessa località, di un tempio non indegno della maestà di
Dio e della Santa.
Il
progetto fu redatto dall'ingegnere Francesco Martino da Rivello, il quale
bellamente riprodusse il tempio della Madonna del Rosario di Pompei.
I
lavori iniziarono il 16 luglio 1900 e furono ultimati in 18 anni.
Il
14 Maggio 1919, Mons. Giovanni M. Vescia di v. m., Vescovo di Policastro
Bussentino, solennemente benedisse e aprì al culto il nuovo tempio.
Ricco
di magnifici stucchi, fu dipinto, con indovinati e delicati colori, dal pittore
Prof. Lanziani Mario da Lauria Inferiore. I fedeli tutti, specie quelli
residenti all'Estero, concorsero con larga generosità.
Coadiuvò
il parroco il devoto della santa Caputo Giuseppe fu Gerardo.
I
coniugi Crescenzo e Teodora Caputo offrirono l'artistico altare in marmo.
Le
Reliquie di S. Sofia
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Edificato
il tempio, artisticamente dipinto dal Prof. Lanziani (come già detto) e
arricchito di un meraviglioso organo, dalla voce potente e squillante,
acquistato a Napoli per interessamento del fu Gaetano del Duca, un vuoto
restava da colmare, il possesso delle reliquie della santa. Le
desiderava il popolo di Poderia, ma più di tutti e ardentemente il fu
Mons. Guida. Poiché
il corpo della santa si trovava nella parrocchia di Virle Treponti
(Brescia), Mons. Guida scrisse al degnissimo parroco don Giuseppe Landi.
Egli non solo fornì copia di tutti i documenti relativi alla autenticità
del corpo della santa, ma si mostrò prontissimo a concedere, con il
consenso dell'Ecc.mo Vescovo, una reliquia. Espletate
le necessarie pratiche, il 14 Maggio 1931, le sacre reliquie, racchiuse
in artistico reliquiario, pervennero a Poderia. |
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La
presenza dell'Ecc.mo Vescovo Mons. Francesco Cammarota accrebbe splendore
all'avvenimento, che appagava il vivo desiderio del buon popolo di Poderia.
Una
lapide marmorea, collocata sul muro interno, a sinistra di chi entra dalla porta
centrale, ricorda a tutti quanto la fede e la buona volontà operarono.
I
parroci che si sono succeduti dopo la morte del fu Mons. Guida, non sono stati a
lui secondi.
Si
sono adoperati e con il ricavato dell'olio della santa, prodotto nel fondo
Pantrato e con le offerte generose dei fedeli, a conservare, migliorare e
rendere sempre più confortevoli la chiesa e la strada per accedervi.
Il
Can. don Angelo del Duca, pronipote del fu don Antonio del Duca, che acquistò
la statua, volle che lo stretto e scomodo sentiero, che portava al Santuario
venisse allargato e reso più comodo con un massetto di calcestruzzo. Il viale,
oggi, è asfaltato ed illuminato. Fu delimitato, così, lo spazio riservato ai
baraccanti.
A
rendere pianeggiante il dislivello tra il viale e il piano antistante la chiesa,
creò dei gradoni, facendone venir fuori un comodo piazzale. Poiché il terreno
rasentante il muro della chiesa, Iato E. sud E., degradava sempre più l'interno
dell'edificio con gravi conseguenze per la staticità e i pregevoli dipinti,
fece costruire una navata laterale che tenesse lontana l'umidità.
Si
prefiggeva di metterla in comunicazione con la chiesa, per poter accogliere i
tanti pellegrini venienti per la festa in onore della santa il 14 e 15 maggio e
18 e 19 settembre.
Il
successore don Pietro Tripodi, vicario foraneo, ha suggerito l'allargamento del
piazzale, chiudendolo con muro in calcestruzzo Iato E. sud E. Ha ritenuto
necessaria tale iniziativa per dare maggiore comodità ai fedeli e per creare
uno spazio riservato al palco delle bande musicali. Ha provveduto al rifacimento
della facciata ed ha fatto eseguire lavori alle fondamenta, per rendere più
sicuro l'edificio, non dimenticando la revisione della copertura.
Anche
la statua è stata ridipinta, dopo aver praticato gli accorgimenti necessari
alla uccisione delle tarme, che l'avrebbero rovinata.
La
spesa sostenuta è stata regalata dalla sig.ra Del Duca Teresa, pronipote del fu
don Antonio Del Duca, come anche dalla stessa si è ricevuto il denaro per
riparare alcuni danni all'intonaco della volta del Santuario.
Riducendo
la lunghezza della navata laterale, si sta ultimando il campanile, desiderio di
tutti.
I
fedeli di Poderia, oltremodo contenti, vorrei dire orgogliosi di sì bella e
grande Protettrice, accorrono numerosi alle Messe che si celebrano nel corso
dell'anno nel Santuario, ma gremiscono la chiesa quando si tiene il novenario in
preparazione alla festa. I tantissimi pellegrini, che da tutti i paesi vicini si
portano a Poderia, si prostrano, con viva fede, davanti alla santa, per
esternare a lei tanta gratitudine per le grazie ricevute e per implorare
protezione per i bisogni dell'anima e del corpo.
Suscita
commozione e ammirazione la grande devozione dei Cellesi i quali, numerosi, a
gruppi o da soli, si portano nel Santuario, ogni sera, nei giorni della novena
della festa di maggio, per pregare e ringraziare la santa Martire.
Le
feste in onore di S. Sofia e delle tre figlie sono due: 14 e 15 maggio, 18 e 19
settembre.
La
festa di maggio ha l'origine che risale al tempo dei tempi, quella di
settembre è stata istituita nel 1946, alla fine della guerra 1939-1945.
Coincidono
con la data delle festività due ricchissime fiere, nelle quali si può trovare
merce di ogni specie.
Non mancano di visitare il Santuario tutti, anche quelli che sono venuti a Poderia per motivi non religiosi.